Ipocondria – disturbi d’ansia, disturbi somatoformi e depressione: diagnosi differenziale e cura

Lo stato nosologico dell’ipocondria è da tempo oggetto di dibattito. Nel DSM-IV, l’ipocondria (HC) è definita come una diagnosi la cui caratteristica cardinale è l’ansia grave e persistente sulla presenza di malattie mediche non diagnosticate ed è inclusa nella sezione dei disturbi somatoformi. Nel DSM-5, il suo derivato, chiamato disturbo d’ansia per la salute (IAD), è conservato nella sezione Sintomi Somatici e disturbi correlati. Tuttavia, rimangono le questioni se sia meglio classificarlo come un disturbo d’ansia o un disturbo da somatizzazione. La sua classificazione con i sintomi somatici e i disturbi correlati suggerisce che HC è fondamentalmente un disturbo di esperienza somatica, pensieri sulla malattia e errori attribuitivi somatici.

Sebbene un segno distintivo dell’HC sia un’intensa ansia circa la malattia, non è una caratteristica specifica per questo disturbo, sollevando la questione se l’ansia della salute sia un’entità indipendente. I pazienti affetti da disturbi d’ansia (come nel disturbo d’ansia generalizzato [GAD] o nel disturbo di panico [PD]), o il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) o disturbi dell’umore possono avere sensazioni somatiche e sensazioni intense circa la salute fisica. Questa non specificità ha portato a discutere se HC vada considerata una propria entità o pensata come elemento secondario di altri disturbi. Una terza possibilità è che l’HC sia più strettamente legata al disturbo dell’umore, e può in effetti essere una forma di depressione “mascherata”.

La classificazione di HC come disturbo d’ansia, disturbo depressivo o disturbo somatoforme ha importanti implicazioni terapeutiche. Se HC è un disturbo d’ansia, si poteva avere fiducia nella espansione di modelli esplicativi delle terapie cognitive e il trattamento farmacologico dei disturbi d’ansia per il trattamento di HC. Infatti vi è molta evidenza scientifica rispetto al fatto che gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina hanno benefici terapeutici nell’HC e che sono necessarie dosi relativamente alte per l’efficacia, sempre che l’HC sia vista come un disturbo d’ansia.

Data l’elevata presenza di HC, in assenza di comorbidità, possiamo dire che sia un disturbo primario che può esistere indipendente da altri disturbi psichiatrici, quindi andrebbe trattata singolarmente. Inoltre, i dati suggeriscono che l’HC è più strettamente correlata ai sintomi di ansia e ai disturbi d’ansia che ai sintomi depressivi e ai disturbi depressivi, quindi un trattamento in questa direzione potrebbe comunque aiutare. 

 

Dott.ssa Michela Colarieti

Dott.ssa Michela Colarieti

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