Attività Clinica del Centro GAP Gioco d’azzardo patologico: sintesi del progetto di ricerca e primi risultati sperimentali

Il Gioco d’azzardo patologico (GAP) rientra nelle “nuove dipendenze o new addiction” in cui “non è implicato l’intervento di una sostanza chimica che agisce sull’organismo bensì l’oggetto della dipendenza è un comportamento o un’attività lecita e/o socialmente accettata”.
Con l’uscita del DSM-V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 2014), a marzo 2014 in Italia, il GAP – Gioco d’azzardo patologico viene inserito all’interno delle Dipendenze comportamentali, che include per ora solamente il gioco di azzardo patologico (precedentemente nella categoria di disturbi da discontrollo degli impulsi). Altri cambiamenti in tema dipendenze sono l’eliminazione delle categorie dell’abuso e della dipendenza da sostanze rimpiazzate con la nuova categoria “disturbi di dipendenza e correlati”.
Viene meglio evidenziato il comportamento di craving e ricerca compulsiva di sostanze, differenziandole dalle normali risposte di tolleranza e di astinenza che qualche paziente prova anche nell’uso di normali trattamenti psicofarmacologici.
Il gioco d’azzardo patologico può essere definito come una dipendenza comportamentale patologica caratterizzata da un persistente comportamento di gioco d’azzardo mal adattivo.

I criteri diagnostici del DSM-V riguardano un comportamento da gioco d’azzardo problematico ricorrente e persistente che porta a stress o a un peggioramento clinicamente significativo. Inoltre il comportamento da gioco d’azzardo non è meglio descritto da un episodio maniacale.

La ricerca

La ricerca è stata realizzata, dal 09/2012 al 09/2013, dalla Dott.ssa Michela Colarieti, Psicologo Responsabile del Centro GAP all’interno della Cooperativa Sociale Romamed, composta da medici e psicologi, a Roma. Il panorama nazionale sta cambiando, considerando i servizi psicologici al pari di quelli medici. Molte ricerche attuali dimostrano che la sinergia fra servizi medici e psicologici si è rivelata un ottimo fattore protettivo per i pazienti. Allo stesso modo è stato dimostrato che almeno la metà delle richieste mediche esprimono dietro un sintomo somatico dei disagi di tipo relazionale o esistenziale riguardante i disturbi psicosomatici . Da queste premesse nasce l’idea del Centro GAP un Centro rivolto alla diagnosi e cura del Gioco d’azzardo patologico, con interventi psico-educativi ad orientamento cognitivo-comportamentale, nato proprio per integrare servizi medici, già presenti nell’ambulatorio, con quelli psicologici per fornire un servizio completo per il benessere a 360° e per contrastare il fenomeno dilagante della ludopatia.

Gli obiettivi

Gli obiettivi del Centro GAP sono offrire un servizio di diagnosi e cura del gioco d’azzardo, in equipe medica attraverso:

  • valutazione clinica: assessment iniziale (I° colloquio, analisi testologica: SCL-90/R di Derogatis; Canadian Problem Gambling Index Ferris & Wynne; SOGS – South Oaks Gambling Screen; GABS – Gambling Attitudes and Beliefs Survey);
  • progettazione del trattamento individuale e/o di gruppo;
  • inizio del trattamento: con colloqui di motivazione al trattamento e gruppi di trattamento rieducativo;
  • eventuale trattamento farmacologico;
  • re-integrazione sociale, affettiva, lavorativa;
  • follow-Up e valutazione degli esiti.

Il campione

Il campione del Centro GAP è composto da giovani, adolescenti e adulti con problematiche riguardanti la dipendenza da gioco, reclutati, casualmente, presso: ASL, Sert, Ospedali, Centri di Salute Mentale, Consultori Familiari, Medici di base, Centri di riabilitazione, Scuole statali, Università, Parrocchie e Centri di aggregazione giovanile, Internet (social network).

Gli accessi utilizzati per la ricerca al Centro GAP, dal 09/2012 al 09/2013, sono stati in tutto 20.
L’identikit del giocatore descrive un uomo giovane, tra i 26 e i 45 anni, con una condizione socio-economica medio-alta, con un buon livello di istruzione, una posizione lavorativa di rilievo (dirigente, funzionario, libero professionista) e buona disponibilità economica. Risulta alta la comorbidità con alcool, droghe, disturbi psicologici (ansia, depressione) e psicosomatici (mal di testa, mal di schiena), problematiche fisiche (gastrite, ulcera, ipertensione). Le cause scatenanti sono stress, preoccupazione, noia, storia di gioco in famiglia, altro.

Metodologia della ricerca

La metodologia usata presso il Centro GAP è psico-educativa, con l’utilizzo di tecniche cognitivo-comportamentali volte alla relazione d’aiuto, empatia e ascolto, espressione di sé e delle proprie potenzialità. L’attività proposta si articola in incontri individuali, a cadenza settimanale, per la durata di almeno 6 mesi con dei follow-up fino a 12 mesi. Gli incontri hanno il fine di aiutare i pazienti ad ammettere l’esistenza del problema, accettare la loro impotenza e la loro impossibilità di controllarlo, riconoscere la necessità di cambiare e riflettere sulle decisioni, insegnando il craving e la sua gestione. I partecipanti devono modificare i propri stili di vita, incrementando le risorse positive e l’autocoscienza, ristrutturando gli aspetti legati alla vita sociale, lavorativa e familiare. Vi è anche uno spazio dedicato al training per le famiglie.
È disponibile una Help-line telefonica, dalle 9.00 alle 20.00, con lo scopo di offrire ascolto e sostegno nell’immediatezza e la possibilità di proporre un intervento più specifico.
Durante la prima visita vengono approfondite le motivazioni e le richieste del paziente. Successivamente vengono raccolti i dati anamnestici e vengono somministrati dei test:

  • SCL-90/R di Derogatis;
  • Canadian Problem Gambling Index Ferris & Wynne;
  • SOGS – South Oaks Gambling Screen;
  • GABS – Gambling Attitudes and Beliefs Survey

Per valutare lo stato attuale e generale del paziente ed il livello di dipendenza patologica. L’obiettivo è rieducare il paziente rispetto alla problematicità del gioco d’azzardo e fornire spunti comportamentali utili a gestire e controllare il gioco, nonché per prevenire le ricadute, argomento dell’ultimo incontro conclusivo. Durante i follow-up vengono monitorate le “scivolate” o le “ricadute” dei pazienti, nonché il buon esito del trattamento.

I primi risultati della ricerca

Dai primi risultati della ricerca emerge che su un campione di 20 persone, per quanto riguarda la fascia di età il 20 % aveva un’età inferiore a 25 anni, l’80 % si collocava in una fascia centrale dai 25 ai 35 anni, il restante 20 % aveva un’età superiore ai 35 anni. In ambito lavorativo il 60 % era titolare di un’azienda propria o di famiglia o possedeva attività in proprio. Del restante 40 % circa il 20% era un funzionario o un dirigente di altro livello, circa il 20 % aveva un lavoro impiegatizio ma con uno stipendio elevato.
Il 40 % del campione aveva contratto debiti tali da richiedere una consulenza presso lo Studio Legale del Centro GAP. Circa il 50 % del campione aveva una comorbidità con uso di sostanze (tabacco, alcool e droghe, in particolare cocaina), di questo il 20 % ne aveva fatto uso in passato ed aveva anche un legame con attività rischiose legate a sensazioni forti con adrenalina (sport estremi, paracadutismo, correre con l’auto, ecc…). Il restante non aveva alcuna comorbidità particolare. Circa il 45 % del campione aveva sofferto o soffriva di ansia. Di questo la maggior parte aveva anche sperimentato sintomi depressivi (tra cui perdita di interesse, difficoltà di concentrazione), disturbi del sonno, disturbi psicosomatici, problematiche fisiche quali gastrite, ulcera, ipertensione, tachicardia. Sull’intero campione il 70 % aveva una storia di gioco alle spalle, in particolare durante la fase adolescenziale e in famiglia. Per il 20 % questo era il secondo tentativo di smettere di giocare.

Circa il 90 % dei giocatori affermava di non avere un problema di gioco patologico e di saperlo gestire da soli.

La tipologia di gioco era: nel 55 % dei casi slot machine, nel 15 % dei casi scommesse sportive/SNAI, nel 25 % giochi on-line (poker, casinò on-line), il restante 5 % erano giochi misti. Circa il 95 % del campione poteva disporre di somme di denaro da giocare. I luoghi preferiti di gioco erano i bar e le sale slot abituali. In assenza di queste (es. se erano chiuse) i giocatori potevano andare in altre sale similari.

Le cause scatenanti del gioco erano: noia, insoddisfazione, stress, situazioni difficili, preoccupazioni, problemi familiari, poco dialogo familiare. Il profilo tipico dei giocatori era: temperamento ansioso, con una bassa autostima, temperamento predisposto al rischio, storia di dipendenza da ragazzi e/o familiare, gruppo dei pari legato alle abitudini di gioco, tendenza alla ribellione, difficoltà a chiedere aiuto, poco rispetto per le regole. Il dictat principale era: ricerca di sensazioni forti e adrenalina.

Esiti del trattamento

Durante la ricerca, dal 09/2012 al 09/2013, presso il Centro GAP sono stati seguiti 20 casi. Di questi 17 hanno terminato con successo il trattamento, 3 hanno abbandonato il trattamento prima della conclusione. La percentuale di successo ad oggi è di circa l’84 %. Un altro dato interessante è la percentuale di successo più alta con il sostegno della famiglia.

Considerazioni conclusive

Dall’analisi dei risultati è possibile affermare che il protocollo sperimentale messo a punto presso il Centro GAP è risultato molto efficace. Attualmente il panorama legislativo sulla ludopatia sta cambiando. Con l’approvazione, il 24/07/2013, della “Legge regionale 29 del 30 maggio 2013 – Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico” ed il recente emendamento (5/09/2013) che impone una moratoria di 12 mesi per “l’apertura di nuovi centri per i giochi d'azzardo elettronico online e nei luoghi aperti al pubblico”si stanno facendo importanti passi riguardo a questa tematica.

Queste proposte sono sicuramente un buon inizio ma risulta necessario incrementare le risorse già presenti sul territorio per far si che queste siano sempre a disposizione del cittadino, per non aggravare il problema sociale dilagante della ludopatia, bensì contrastarlo.

Bibliografia e Sitografia

  1. DSM-V Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mental, 2014
  2. L. Solano et al, Università degli studi di Roma La Sapienza, 2012.
  3. www.sinopia.it
  4. http://www.olimpiatarzia.it/wp-content/uploads/2013/06/PL-029.pdf
  5. http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb/news_dettaglio.php?id=1787&tblId=NEWS
  6. http://www.psicologiperilterritorio.it/node/724
  7. consiglio.regione.lazio.it

Dott.ssa Michela Colarieti

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